E’ stata proprio una bella serata.
Ieri, 10 Luglio 2008 nella Sala della Mutuo Soccorso di Forte dei Marmi, si è finalmente tenuta la prima serata operativa di Agenda 21.
Numerose le persone intervenute oltre ai circa cinquanta iscritti al forum cultura.
Presenti i rappresentanti di ciò che a Forte dei Marmi, perlomeno in senso tradizionale, fa cultura: biblioteca, scuole cittadine , libreria Giannelli, libreria Giunti, Premio Satira Politica e Villa Bertelli, oltre, ovviamente, all’Assessore alla Cultura signora Liana Cecchi.
La serata è apparsa subito ben organizzata. All’arrivo di ciascun partecipante due tavoli con almeno due persone per tavolo provvedevano ad effettuare la registrazione e a fornire il materiale occorrente: programma della serata, documenti, cancelleria ed un cd tratto dal seminario “Le vie della partecipazione: buone pratiche in Europa, in Italia e in Toscana” tenutosi alla Capannina il 6 Giugno 2008 e organizzato dal Comune insieme alla Regione Toscana.
Brevi i saluti introduttivi del Presidente del Forum Permanente Antonio Lucacchini, brevi i saluti dell’Assessore ad Agenda 21 Riccardo Tarabella che ha spiegato come sia finalmente finita la lunga fase burocratica preparatoria e come da adesso Agenda 21 diventi operativa. Breve anche l’intervento dell’Assessore alla Cultura che ha illustrato il suo lavoro per il percorso culturale da realizzare a Forte dei Marmi. No deciso ai grandi eventi mediatici che richiamano lampi di luce che subito si dissolvono senza lasciare traccia e Si ancor più deciso ad un lavoro quotidiano che unisca più soggetti intorno ad un progetto comune, quello della propria identità e della memoria. Comune, scuole, giovani e anziani, tutti coinvolti in iniziative già realizzate (il successo della mostra sulla “Dolce Vita”, con importanti richiami al nostro passato e realizzata con l’aiuto determinante di alcuni giovani fortemarmini è incoraggiante) e molte altre in cantiere ( il documentario su Forte dei Marmi realizzato da Matteo Raffaelli sarà presentato il prossimo 18 Agosto ).
Interventi sintetici quindi che non hanno sostituito la noia all’entusiasmo.
Franco Dazzi ha illustrato cosa è stato realizzato in altri paesi intorno alla partecipazione e ha sottolineato come questa si debba affiancare e non certo sostituire alla Democrazia Rappresentativa, al lavoro cioè di coloro che sono stati legittimamente eletti.
I partecipanti sono stati divisi in tre ordini: i facilitatori (coloro che hanno effettuato il corso di addestramento organizzato dal Comune, i rappresentati di interessi collettivi (partiti, associazioni) ed i semplici cittadini. A tutti gli iscritti è stato consegnato il programma contenente tre post-it gialli e tre fucsia. Nei primi abbiamo indicato ciò che avremmo voluto e nei secondi ciò che non avremmo voluto per la cultura a Forte dei Marmi.
Con molta rapidità tutti i post-it sono stati raccolti dagli organizzatori, in molti devo dire, e portati presso il Circolo ricreativo dove due gruppi di lavoro hanno provveduto a tracciare i risultati dei “portatori di interessi” e dei cittadini.
Alla fine, logicamente dato che i “portatori di interessi” sempre cittadini sono, i risultati più o meno coincidevano.
Gli organizzatori hanno diviso le indicazioni ricevute in due gruppi: Azioni e Strutture.
Questo perché una parte, preminente, delle indicazioni riguardava iniziative da fare o da non fare mentre l’altra parte era relativa agli spazi della cultura, biblioteca, Fortino, ecc.
In sintesi è stato chiesto di non limitare le iniziative al solo periodo estivo, di non sostenere eventi spettacolo, di non fare una programmazione elitaria e, soprattutto, di lavorare in maniera sinergica sia entro che fuori il Comune.
Per quanto riguarda gli spazi le proposte e le critiche si sono concentrate sulla biblioteca ritenuta inadeguata, poi non sono mancati i suggerimenti per l’utilizzo del Fortino e di Villa Bertelli.
Da rilevare come alcune critiche provenienti dai cittadini abbiamo evidenziato la percezione di una discriminazione all’interno del Comune tra residenti e turisti, giovani e anziani, abitanti del centro o delle frazioni. Quest’ultimo dato è estremamente significativo nel rappresentare come la cultura sia patrimonio di ciascuno e quanto essa sia ritenuta importante dai cittadini in modo particolare quando riferita alla propria appartenenza.
Al termini gli iscritti sono stati divisi, secondo la volontà di ciascuno, nei due gruppi emersi: Azioni e Strutture. I due gruppi lavoreranno separatamente ma in maniera coordinata.
Appuntamento a Settembre quindi con l’avvio della fase operativa che speriamo conservi la positività e l’entusiasmo percepiti ieri sera.
GC