Care democratiche e cari democratici,
l’assemblea di sabato ha eletto Dario Franceschini nuovo segretario nazionale del Partito
Democratico, secondo quanto previsto dallo Statuto nazionale, sino al prossimo congresso indetto
per l’autunno 2009.
So che tra di noi ci sono molti dubbi sulla bontà della scelta.
Primarie subito. Primarie e congresso prima delle europee, erano queste le altre opzioni che
abbiamo esaminato assieme ai segretari, alla direzione e soprattutto assieme ai membri versiliesi
della costituente nazionale nelle ore immediatamente prima la elezione di Franceschini.
Nessun unanimismo, ma una sincera discussione sulle ripercussioni che le diverse opzioni
avrebbero avuto per il prosieguo del lavoro del PD, sia sulle dinamiche nazionali che sulle
ripercussioni a livello territoriale.
Sappiamo come a giugno si voti, non solo per le europee, ma anche per la scelta di oltre 5000
sindaci su 8000 comuni italiani e per l’elezione di molti presidenti di provincia.
Sappiamo come, nel nostro coordinamento territoriale siano interessate alla tornata elettorale
Stazzema e Massarosa. Michele Silicani e Franco Mungai sono i nostri candidati a sindaco.
Sappiamo quanto siano importanti questi due comuni per gli equilibri locali.
Perciò, con la convinzione che in questo momento fosse difficilissimo riuscire a mettere in piedi un
confronto politico che definisse scelte non più rinviabili per l’identità piena del PD e che fosse
necessario affiancare questa vera discussione politica alla sola scelta di un successore di Walter
Veltroni, ho appoggiato la decisione della Tosacna di votare Dario Franceschini nuovo segretario
nazionale con le importanti e forti dichiarazioni che il neo segretario ha esplicitato a Roma.
Vorrei ricordare a tutti voi l’appuntamento per lunedì 2 marzo: un’assemblea territoriale aperta che
possa dare un input forte all’azione politica del PD da qui fino al congresso ed oltre.
Era il momento delle assunzioni di responsabilità. Dario Franceschini lo ha fatto, altri hanno
preferito aspettare ottobre… credo che da queste decisioni si debbano, per ognuno do noi trarre le
debite conseguenze.
Allego alla presente il documento della direzione regionale svoltasi venerdì 2o febbraio.
Spero parteciperete numerosi all’iniziativa di lunedì.
Colgo l’occasione per ricordare inoltre che giovedì 26 alle ore 21, presso la sala di rappresentanza
del comune di Viareggio si terrà un’iniziativa che, anche alla luce delle primissime dichiarazioni
rilasciate da Franceschini, è più che mai importante: A DIFESA DELLA COSTITUZIONE.
Buon lavoro a tutti noi.
Fabio Balderi
Febbraio 25, 2009
Dopo Roma
Documento Direzione Regionale per l’Assemblea Nazionale
Le difficili ore che sta vivendo il PD richiedono una risposta straordinaria. Le dimissioni improvvise del segretario Walter Veltroni, non possono restare l’unico atto a chiusura della fase politica che abbiamo alle spalle. E’ necessario che a quel gesto segua una discontinuità forte dalle difficoltà cui abbiamo assistito negli ultimi 18 mesi. Il progetto politico di cui il Partito Democratico è stato promotore non si è fin qui affermato per il prevalere di una dialettica troppo caratterizzata da personalismi e logiche correntizie.
Occorre, perciò, rinnovamento nel metodo e nel gruppo! dirigente nazionale che ha contraddistinto questa fase, con l’obiettivo di tornare a rapportarsi con i bisogni diffusi del Paese e con le aspettative di quei milioni di cittadini italiani che hanno guardato con speranza alla nascita del nuovo soggetto politico. Occorre, inoltre, discontinuità in un modello di partito che, a causa di dinamiche tutte interne, sembra aver perso di vista la grande sfida di unire le culture politiche e la rappresentanza sociale delle energie migliori del nostro Paese.
Gli imminenti appuntamenti elettorali, che chiameranno in causa il PD con il rinnovo delle amministrazioni locali e nella sfida per le europee, impongono una riflessione che sia sintesi tra la volontà diffusa di rinnovamento e il senso di responsabilità di cui ha bisogno un partito di grandi prospettive.
Nella nostra regione il PD è forza di governo maggioritaria e necessita di arrivare alle elezioni al massimo delle sue funzioni rappresentative e di tenuta sociale. In questo senso è necessario andare ad individuare una soluzione che consenta un pronto e completo rilancio dell’iniziativa politica.
La crisi del Pd, per noi sta in primo luogo nel rapporto tra la nostra proposta politica e la società italiana e per questo riteniamo sia necessario individuare fin da subito tempi e modalità certe per il percorso congressuale. Non abbiamo bisogno di un dibattito chiuso su tesi e argomenti precostituiti ma di un congresso di svolta politica e di rinnovamento.
Il primo congresso del PD dovrà essere il vero momento fondativo di un partito che ha l’obiettivo di risolvere la falsa contraddizione tra la società civile e la politica: laddove esiste una società civile forte e organizzata, come accade nella nostra regione e come abbiamo cercato di costruire in questi anni e in molte altre del nostro paese, anche la politica svolge pienamente il proprio compito.
L’assemblea nazionale convocata per domani deve essere non il momento di chiusura di un percorso, bensì l’inizio di una fase nuova in cui colmare il divario tra le esigenze reali del Paese, la rappresentanza politica nei territori e il gruppo dirigente nazionale. Il PD della Toscana ritiene che per sostenere l’elezione di ! un Segretario occorra:
- costruire un nuovo gruppo dirigente, estraneo a logiche di corrente, che sia espressione, fra l’altro, delle risorse umane migliori di cui il partito dispone nei territori
- fissare con certezza la data di avvio e le modalità del congresso: unico strumento adeguato a costruire le piattaforme politiche che dovranno confrontarsi con le primarie e la partecipazione degli elettori del nostro partito.
Con questi presupposti, il PD della Toscana ritiene che la proposta di indicare Dario Franceschini, per il valore del suo profilo politico, come segretario possa garantire la guida politica di questa fase nonché le condizioni del rinnovamento del gruppo dirigente e la certezz! a del congresso dopo le elezioni.
La Conferenza programmatica nazionale già fissata per la fine di Aprile , deve rappresentare il primo momento di questo nuovo corso, nel quale siano protagonisti i territori e le politiche.
Febbraio 22, 2009
Una buona scelta
L’elezione di Dario Franceschini alla carica di Segretario a termine del Partito Democratico è, tutto sommato, una buona soluzione. Non deve suscitare perplessità il fatto che la sua sia una elezione a termine perché tutte lo sono, in modo particolare lo era quella di Veltroni in quanto avvenuta precedentemente al primo Congresso.
Le opzioni sul tavolo erano diverse, ognuna con i sui pregi ed i suoi difetti.
Congresso immediato, Primarie immediate, Reggenza fino al Congresso di Ottobre, elezione di un vero Segretario.
Tutto ciò che era immediato aveva dalla sua la pronta risposta ad una situazione che rischia di sfuggire di mano e di allontanare, forse definitivamente, tutte quelle persone che il progetto del PD aveva avvicinato o riavvicinato alla politica, il cosiddetto “popolo delle primarie”. Per contro però sarebbe mancato il tempo materiale affinché facce nuove si potessero proporre. Primarie in due mesi sarebbero necessariamente state limitate a tutti coloro che in qualche modo sono già noti e presenti sulla scena, così come il Congresso ad Aprile, oltre al problema delle facce, sarebbe finito per diventare una resa dei conti sul passato limitando lo sviluppo dei progetti per il futuro.
A tutto questo occorre aggiungere le imminenti elezioni con campagne elettorali già in corso. Non tanto le Europee quanto le comunali (Stazzema, Massarosa). L’azzeramento degli organi dirigenti a livello locale avrebbe comportato notevoli difficoltà .
Tuttavia anche una reggenza a termine che lasciasse inalterato il gruppo dirigente sarebbe stata una farsa che avrebbe lasciato sulle generose spalle di Veltroni ogni responsabilità per gli insuccessi elettorali e la crisi del Partito.
Franceschini quindi, Segretario non solo con pieni poteri, ma con la forza in più che gli viene dal mandato ricevuto, l’azzeramento della classe dirigente.
E’ chiaro che in questa fase ne paga il giusto per il peccatore. Tanti noti leader che sono stati validi e leali collaboratori di Veltroni finiranno per essere sostituiti al pari dei cospiratori. Purtroppo è necessario che Franceschini usi la mano forte e restituisca credibilità al Partito, a partire dalle candidature alle Europee.
Tacciano adesso i vari leader, aspettino il Congresso per criticare il Segretario o per pontificare su alleanze o collocazioni Europee. Ad oggi, giorno dopo l’Assemblea, già Parisi rilascia interviste critiche, e questo gli si può concedere vista la sua candidatura, ma che Rutelli intervenga per indirizzare il Partito verso Casini è inaccettabile.
Franceschini dovrà dimostrare di avere la forza e la determinazione necessaria per rilanciare il progetto Pd che, assurdamente, non trova ostacoli nell’indirizzo politico, nella mescolanza delle provenienze, nei sostenitori, nelle diverse realtà locali di terre tradizionalmente “rosse”, ma nei suoi leader.
Se dovesse risultare, contro l’opinione di molti, in grado di farlo, e se dovesse imporre una linea politica aggregante e condivisa magari il Congresso di Ottobre potrebbe confermarlo Segretario .
Le Primarie poi. Questa volta dovranno essere diverse, più vere. Quelle svolte sono state un plebiscito che ha, giustamente, premiato i fondatori dell’Ulivo e del Pd, ma le prossime dovranno essere più realistiche e libere da condizionamenti per dare la possibilità a chiunque di presentarsi con possibilità di imporsi nel Partito.
Voglio chiudere con un breve commento alle uscite di Berlusconi sui sette o otto leader PD che dice di avere sconfitto.
Certo, è vero, ma questo accade in un Partito che fa della democrazia la sua ragione di esistere, che rischia l’implosione in diretta TV.
Avete mai sentito qualcuno dissentire pubblicamente in Forza Italia ? Lì puoi soltanto restare accettando le imposizioni o andartene, come le vicende locali hanno dimostrato.
Paradossalmente il Pdl è quanto più vicino ci sia allo Stalinismo nella scena politica italiana ed il PD è sicuramente il più grande Partito italiano non asservito ad un’unica persona (Idv, Lega, Mastella, Mussolini,ecc.) elemento francamente preoccupante per chi ha a cuore la Democrazia.
Il Segretario
Raffaella Dini
Febbraio 17, 2009
Forum
Primarie di Firenze, elezioni in Sardegna, dimissioni di Veltroni.
Cosa sta accadendo nel PD ?
Diteci la vostra sulle vostre aspettative, speranze, delusioni, progetti, idee per il futuro del Partito che aspira a riformare l’Italia.
Visto il momento è utile partecipare: giovedi sera alla Croce Verde di Pietrasanta
Giovedì 19 febbraio ore 21,15 presso la sala della Croce Verde di Pietrasanta
“ROMPIAMO IL SILENZIO”
Discussione pubblica sul manifesto di Libertà e Giustizia Organizzato da Libertà e Giustizia (circolo versiliese Giovanni Ferrara)
Febbraio 13, 2009
Michele
Pubblichiamo come articolo gli ultimi 2 commenti ricevuti da Michele Pierini che non risultano visualizzabili ( non capisco perchè )
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Per quindici anni i “democratici di sinistra” ci hanno insegnato che non bisogna demonizzare l’avversario e che non c’è alcun rischio di regime antidemocratico. Ora Veltroni – che in campagna elettorale non ha mai citato nè la parola Berlusconi nè le parole conflitto di interessi – si è accorto che qualche problema c’è. I “democratici di sinistra” (e a tratti perfino i “liberali” del Corriere della Sera) iniziano a sospettare che l’uomo con cui hanno serenamente dialogato riconoscendone la caratura da statista sia estraneo alla democrazia delle regole. Veltroni arriva a dire l’inosabile: che il personaggio non merita di andare al Quirinale. Meglio tardi che mai? Non vale in questo caso. I “democratici di sinistra” e i “liberali” di via Solferino sono una parte consistente del problema: lo sfascio di cui la volgare strumentalizzazione politica della tragedia Englaro è l’ultimo segno, è il prodotto della loro ignavia.
2
Dimenticavo..rindateaffanculo!
Febbraio 12, 2009
Mobilitazione 14/15/16 Febbraio
Domenica 15 Febbraio, dalle ore 10,00 alle 13,00 la sede di Via Piave 18 sarà aperta per l’iniziativa del Partito Democratico Nazionale in merito ai temi economici.
Nell’occasione saranno illustrate ai presenti le proposte del PD per cercare di uscire dalla crisi economica:
- Ampliamento degli ammortizzatori sociali
- riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati
- ripristino delle risorse per il Sud Italia
- pagamento immediato dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese
- sviluppo sostenibile
- sostegno all’industria per l’innovazione e l’occupazione
Febbraio 3, 2009
Incontro con l’Assessore Molino
Martedì 20 Gennaio si è tenuto nella sede del PD di Forte dei Marmi il primo degli incontri programmati con gli Assessori ed i Consiglieri Delegati della Giunta Buratti. Ospite della serata l’Assessore all’Urbanistica ed agli Affari Generali Dr. Michele Molino. Il Dr. Molino ha cercato di illustrare ai partecipanti la situazione attuale del suo assessorato, i trascorsi e, soprattutto, i progetti futuri. La materia non è di semplice fruizione ma nonostante ciò l’Assessore è stato, per quanto possibile, chiaro ed esaustivo e di questo lo ringraziamo vivamente. Occorre precisare che il Piano Strutturale, elemento cardine per la gestione dell’Urbanistica, è a tutt’oggi quello varato dalla Giunta Cardini. L’Amministrazione Bertola ha operato quindi utilizzando lo strumento delle varianti . Le varianti al Piano Strutturale possono essere approvate dai Comuni in due maniere, concordandole preventivamente con Provincia e Regione oppure autonomamente sottoponendosi poi alle osservazioni di detti Enti oltreché a quelle dei cittadini.. L’Amministrazione Bertola ha operato in autonomia. La Provincia e poi la Regione hanno sollevato una serie di eccezioni, contestando alcune previsioni eccessivamente puntuali che dovevano invece riguardare un regolamento urbanistico. La nuova Amministrazione, per centrare l’obiettivo che si era posta fin dalla campagna elettorale, cioè provare ad alleviare se non risolvere il problema della prima casa per i residenti, si è subito trovata di fronte ad una scelta: approvare la variante presentata dalla giunta Bertola o redigere un nuovo Piano Strutturale ? Si è deciso di portare avanti la variante adottata dalla precedente amministrazione in quanto la redazione di un nuovo P.S. avrebbe comportato un lavoro di anni impedendo di fatto qualsiasi intervento a breve sulla prima casa. Buratti e la giunta hanno quindi deciso di collaborare con Provincia e Regione al fine di sanare le divergenze e giungere quanto prima all’approvazione. L’iter, compreso l’esame di tutte le osservazioni, si è finalmente concluso ed il Piano Strutturale (Varianti) potrà essere approvato in Consiglio Comunale i primi di Febbraio. Da segnalare l’affermazione dell’Assessore di avere rilevato uno spirito collaborativo da parte delle opposizioni nella Commissione Urbanistica. L’Amministrazione Buratti non ha potuto che apportare modifiche di lieve entità al progetto di Bertola nonostante che, a suo giudizio, sarebbero stati necessari interventi più radicali. Modifiche sostanziali avrebbero reso necessaria la ripubblicazione e, di fatto, il riavvio dell’iter da zero. Tuttavia alcune cose sono state modificate. Il dimensionamento totale di 150 nuovi alloggi da realizzarsi nelle UTOE (Unità Territoriale Ottimale Elementare) 4 e 5 (Vaiana e Caranna) è rimasto ma dai 100 alloggi prima casa + 50 seconda casa del documento originario siamo passati a 125 + 25. In una prima fase potrà essere realizzato soltanto il 60% delle prime case (circa 75 unità). Il recupero dell’esistente è invece permesso in tutto il territorio comunale. Appena terminato l’iter del P.S. occorrerà portare a termine la variante al Regolamento Urbanistico con modifiche riguardanti la riduzione degli indici di costruzione e il divieto di costruire sui confini, prassi fin troppo adottata negli ultimi anni e le normative per le tecniche da utilizzare negli scavi. L’impegno dell’assessore è di giungere alla approvazione del R.U. entro quest’anno. Attualmente sono allo studio i criteri con i quali compilare la graduatoria degli aventi diritto alla edilizia convenzionata per la prima casa. Sicuramente saranno introdotti paletti volti ad impedire che prime abitazioni ottenute in forma agevolata siano poi prontamente rimesse sul mercato a prezzi notevolmente maggiorati realizzando di fatto una speculazione ai danni della collettività, prassi purtroppo frequente in passato. L’Amministrazione Buratti – anche in osservanza della LR del 2005 oltreché ai dettami di Agenda 21 – incontrerà la cittadinanza per parlare dell’approvazione del Piano Strutturale e, soprattutto, di prima casa, il giorno 9 Febbraio 2009 al Versilia Holidays. È evidente come sia di fatto impossibile in poche righe sintetizzare un intervento di oltre due ore che già si sforzava di sintetizzare un argomento di per se complesso. Tuttavia seguiremo da vicino gli sviluppi riportando in questo spazio le notizie che ci perverranno. Gianni Checchi